Nel veronese, tra i comuni di Ferrara di Monte Baldo e Caprino Veronese, sorge un santuario nella roccia, suggestivo monumento eretto dall’uomo dolcemente incastonato nelle pareti del Monte Baldo.
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Se siete in vacanza in Veneto, sappiate che nel cuore della regione, a poche decine di km da località simbolo come Verona e il Lago di Garda, sorge un santuario nella roccia dedicato alla Madonna della Corona.
Si trova in quello che era un luogo molto frequentato da eremiti tra il XIII ed il XIV secolo: il misticismo che qui si respirava portò alla costruzione nel 1530 di una chiesetta, divenuta poi vero e proprio santuario nel 1623 grazie agli interventi apposti anche grazie ai Cavalieri di Malta.
L’edificio prende il nome dalle cime montuose che la circondano come una corona ed oltre la sua facciata con il campanile neogotici, troverete un ambiente suggestivo dove la roccia è parte integrante della chiesa, a partire dall’abside. Oltre alle tavolette dipinte ex-voto, offerte alla Vergine da chi ha ricevuto grazie, all’interno troverete la statua in pietra ritrovata nel ‘500 sull’orlo di un burrone.
La tradizione cristiana però vuole che la scultura sia stata trasportata in una notte del 1522 da Rodi al Monte Baldo dagli angeli, per salvarla dai temibili turchi. Se siete ferventi credenti, potete poi salire in ginocchio i 28 gradini della Scala Santa, fedele riproduzione di quella presente a Roma.
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Per raggiungere il santuario potete approfittare del servizio navetta che parte dal borgo di Spiazzi, oppure percorrere il Sentiero della Speranza, chiamato così perché chi lo attraversava sperava di trovare pace e forza interiore.
Partirete in tal caso dal fondo della Valle dell’Adige, precisamente da una piazza in Brentino Belluno dove sono presenti antichi lavatoi. Superata una scala rupestre, vi inoltrerete nel fitto bosco alle pendici del Monte Baldo fino a raggiungere una croce, con sullo sfondo il panorama sulla valle.
Il percorso seguente sfiorerà pareti verticali e sfocerà, dopo una tortuosa scalinata scavata nella pietra, nella Grotta della Pietà: all’interno, oltre ad una piccola effige della Pietà, troverete un libro dove apporre una firma come segno del vostro passaggio.
Continuando sul sentiero, varcherete il seicentesco Ponte del Tiglio: pensate che il suo nome deriva dall’omonimo arbusto che, caduto di traverso sul burrone, costituiva vero e proprio passaggio per i pellegrini del passato.
Un’ultima ripida scalinata, ai alti della quale potete vedere scolpiti i sette capitelli rappresentanti i dolori sofferti dalla Madonna, vi porterà alle porte del santuario nella roccia, autentico gioiello del Veneto.
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