È passato più di un mese da quando l’uragano Maria ha devastato i Caraibi, con venti che hanno superato i 175 chilometri orari; Porto Rico dopo l’uragano per esempio presenta ancora un panorama di case distrutte, alberi sradicati e pali della luce abbattuti.
Sono stati tantissimi gli evacuati e diversi i feriti, 50 le persone che hanno perso la vita a causa del passaggio di Maria. La maggior parte dell’isola è ancora senza energia e in condizioni critiche, come mostra questo filmato pubblicato su YouTube e ripreso da Repubblica.it, in cui un drone sorvola le aree devastate. Il recupero della normalità a Porto Rico dopo l’uragano è ancora un miraggio.
In molti stanno intervenendo per aiutare l’isola distrutta in seguito alla devastazione lasciata dall’uragano Maria, la compagnia Tesla ha reso noto in questi giorni che parteciperà al ripristino dell’energia elettrica. L’azienda di Palo Alto in California ha già provveduto a riparare la rete elettrica dell’ospedale del Nino a San Juan.
I funzionari dell’isola confermano che l’85% degli edifici sono ancora senza energia e temono che ci vorranno mesi per riparare l’intera rete.
Ma quanto è stato forte l’uragano Maria?
Di seguito troviamo i 5 differenti livelli della scala Saffir-Simpson che ci aiuta a capire meglio quante categorie ci sono e i tipi di danni che ciascuna provoca.
- Categoria 1: venti tra 118 e 153 km/h. Danni limitati, possono osservarsi limitate inondazioni nelle zone costiere
- Categoria 2: venti tra 154 e 177 km/h. Danni rilevanti, si possono osservare delle inondazioni nelle zone costiere
- Categoria 3: venti tra 178 e 209 km/h. Danni di una certa rilevanza. Le basse zone costiere vengono interessate da inondazioni. Evacuazioni dei residenti delle zone costiere
- Categoria 4: venti tra 210 e 240 km/h. Gravi danni con inondazioni nelle aree costiere. Evacuazioni dei residenti delle zone costiere, fino a una decina di chilometri nell’entroterra
- Categoria 5: venti superiori ai 250 km/h – Danni gravissimi, estese inondazioni nelle zone costiere, si richiede perciò l’evacuazione di tutti i residenti delle zone costiere fino a 16 km nell’entroterra