Non puoi andare oltre: hai passato una settimana di giornate interminabili e non vedevi la fine. Ti siedi, ti corichi ma quando ti alzi ti fa male tutto e non ti puoi più muovere.
Quando vedi un lavandino ti ecciti: ci sono poche sensazioni più orgasmiche. Tutta la stanchezza passa di colpo, anche se solo per un istante. Il climax nascosto di ogni pellegrino.
C’è puzza di piedi. La convivenza, l’esperienza unica, il cameratismo, le storie per non dormire…ok, tutto molto bello ma…arrivi al rifugio e …zac! La puzza di piedi ti uccide.
Lo zaino ti uccide: ti avevano consigliato di stare leggero ma non ci hai fatto caso. Come rinunciare al phon? Bene, ora i tuoi reni ti fanno pesare le tue scelte.
Arrivi al rifugio ma…è pieno. Non può essere vero! Oltre 20 km a piedi, di notte, con la lingua fuori…alla fine vedi la luce e quando arrivi, praticamente in ginocchio, ti dicono che non è il tuo giorno fortunato. Da piangere…
Perché non sono andato alle Hawaii? Riconoscilo, la tua forza di volontà è fragile. Ti manca il divano il frigo, la TV. Ti sei pentito. Ma non puoi voltarti indietro, devi continuare.
Incontri qualcuno che ha saltato delle tappe. Si, nel momento di sconforto peggiore scopri anche che il gruppo che hai incrociato giorni fa ti è passato davanti. Cosa è successo? Qualcuno ha fregato…
Fare conoscenza. L’arte dell’abbordaggio esiste in qualsiasi luogo o situazione. Il Cammino di Santiago è un momento come un altro per flirtare.
Che faccia che ho! Cammini ormai da giorni, senza tregua, dormendo e mangiando dove capita. Di colpo ti vedi allo specchio e non ti riconosci. Non è piacevole.
Arrivi a Santiago e sei felice. Non c’è nulla di simile. Sei un eroe. Niente e nessuno ti ha battuto. Sei arrivato alla fine del Cammino. Ora puoi morire in pace.